Pubblicato il: mercoledì 9 Marzo, 2022
Un progetto ambizioso avviato da 8 cugini co-fondatori

“Le Vigne di Catania” a Dubai. La sfida di Etna Urban Winery

le vigne nei pressi di San Gregorio

Michele La Rosa – Un tempo venivano chiamate ” le vigne di Catania”. Ricchi proprietari terrieri ma anche la diocesi catanese che gestiva queste terre, terre anche affidate ai contadini in parte esenti dal pagare la gabella. Immense distese di vigne che impreziosivano quelli che oggi vengono chiamati ” Paesi Etnei”, quei centri urbani sorti a pochi chilometri da Catania e che conosciamo come San Gregorio, Gravina, Mascalucia, Nicolosi, San Pietro Clarenza, San Giovani La Punta, Valverde, ecc. Questi erano casali veri e propri diventati poi borghi, ed oggi vivaci centri per lo più ricchi di attività commerciali e caratterizzati da importanti trasformazioni urbanistiche. Le vigne qui sono un ricordo, ne restano pochissime, ed è proprio in questo contesto che nasce il progetto Etna Urban Winery. Il sogno di alcuni giovani che diventa realtà varcando addirittura i confini nazionali per illustrare la loro idea diventata già realtà aziendale. Una occasione per rivedere la storia di questi territori, per riscoprire anche le tradizioni locali, tra questi centri ad alta densità demografica ed urbanistica vi sono centinaia di palmenti in parte ristrutturati e adibiti a strutture turistico-ricettive, in parte ad abitazioni, in parte abbandonati ma molti anche in vendita nei portali delle agenzie immobiliari.

Nicola Purrello

Così da San Gregorio di Catania a Dubai. Il sogno di recuperare una proprietà di famiglia da nove generazioni approda al palcoscenico dell’Esposizione Universale (Expo 2022) in corso negli Emirati Arabi Uniti. Questa è la storia dell’Etna Urban Winery, la cantina etnea pioniera nella re-introduzione della viticoltura in queste zone del vulcano, in quella zona attaccata al capoluogo di provincia, residenza di molti catanesi , in quello che oggi è il contesto totalmente urbano dei Paesi Etnei. Così è stato presentato il proprio modello di produzione e turismo ad Expo in occasione di una serie di incontri e panel dedicati alla sostenibilità ospitati nel padiglione italiano. La partecipazione della cantina etnea è avvenuta all’interno delle sessioni guidate dalla Urban Vineyards Association, un’associazione internazionale di vigne urbane di cui fa parte dallo scorso ottobre anche la Cantina con sede a San Gregorio di Catania.
“Un palcoscenico ed un’occasione impensabile fino a pochi anni fa che oggi è diventata realtà” commenta Nicola Purrello, uno degli 8 cugini co-fondatori e Direttore del progetto. “Siamo una piccola azienda nata in famiglia per riportare in vita una tradizione vecchia oltre 200 anni. L’Etna oggi attrae grandi capitali e grandi imprenditori. Noi schiariamo invece un’idea non convenzionale, un team giovane e multidisciplinare ed il supporto della comunità internazionale dei wine-lovers che ci ha supportato finanziariamente. Stiamo dimostrando che anche in una zona fortemente antropizzata come i Paesi Etnei si può lanciare con profitto un progetto agricolo imprenditoriale”.
Le sfide all’orizzonte non mancano. Luca e Michele Purrello, soci e co-fondatori aggiungono che “ci apprestiamo ad imbottigliare il nostro primo vino dopo oltre 6 anni dall’inizio del progetto che ci ha visto sostenere solo costi con grandi sacrifici. Proprio in questo momento però ci troviamo ad affrontare un progetto di allargamento del casello di San Gregorio che squarcerebbe in due i nostri terreni annientando il lavoro svolto con pazienza, oltre che distruggere un preziosissimo bosco di querce custodito al suo interno. Quest’ultimo è un raro gioiello naturalistico, vincolato a livello comunale e regionale e che difenderemo ad ogni costo”.
Con l’avvicinarsi della stagione estiva ad Etna Urban Winery tornano ad affacciarsi i turisti da tutto il mondo. Secondo Gianluca Purrello, socio e co-fondatore dell’azienda “Oltre il 90% dei nostri visitatori viene dall’estero, attraverso canali specializzati. Speriamo che il palcoscenico di Expo Dubai possa anche suscitare l’interesse dei catanesi e siciliani nel venirci a trovare, provare il nostro tour con degustazione, per scoprire la nostra piccola realità incastonata nel cuore della città metropolitana di Catania”.

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