Pubblicato il: martedì 14 Settembre, 2021
Produttori rivendicano peculiarità del territorio

CATANIA – I vini del versante Etna Est protagonisti di un ciclo di eventi

I 4 produttori dell’Est

MICHELE LA ROSA – Ad ospitare l’evento di presentazione è stato Palazzo Scammacca, in pieno centro storico, in una città più affascinante del solito con l’atmosfera dedicata al concittadino illustre Bellini. Una occasione per presentare un ciclo di eventi proposti da 4 produttori di vini del versante Est del vulcano, ma una occasione, probabilmente per mettere i puntini sulle “i”, ovvero che anche in questo territorio si fanno vini di eccellenza. Una opportunità per analizzare il mondo del vino etneo complessivamente e parlare anche di enoturismo.

Ad intervenire sono stati Alfonso Caltagirone per la Cantina Barone di Villagrande, Pietro Scammacca per le Cantine Murgo,Francesco Raciti per Gambino vini, Ciro Biondi per Palmento Biondi.

Già dal titolo al ciclo di eventi, ovvero Est Est Est Est, è chiaro che si vuole ribadire l’importanza di questo versante del vulcano in termini di produzione vitivinicole, così come è stato sottolineato che storicamente la produzione vitivinicola per eccellenza era sul versante est ed ovest, mentre il versante nord è arrivato dopo , registrando in questi anni poi un certo successo.

” Nessuna polemica per carità con i produttori degli altri versanti, noi non rivendichiamo superiorità nella qualità, bensì differenze, caratterizzazione dei nostri vigneti e vini” – ci tengono a precisare i presenti in tutti gli interventi.

Per Alfonso Caltagirone occorre lavorare in squadra e di certo solo così si potranno creare le opportunità per valorizzare e dare visibilità a quest’area vitivinicola etnea.

Sulla stessa scia Ciro Biondi, occorre puntare a lavorare in squadra, e lo stesso ha evidenziato anche delle particolari situazioni del territorio nel versante Est che non consente grandi vigneti e gode comunque di situazioni particolari per esposizione ed altitudini.

Francesco Raciti ha affrontato e analizzato il comparto dell’enoturismo, tracciando anche un percorso storico dell’evoluzione in questo comparto che fino a dieci anni fa contava pochissime cantine, ma anche poche disposte a fare enoturismo che veniva vista come una attività di ripiego, secondaria, supplermentare alla principale, ovvero alla produzione di vini. Oggi sono molte le cantine presenti sull’Etna e numerose quelle attrezzate adeguatamente per attirare enoturisti. La presenza sui diversi versanti è anche una occasione per confrontarsi e far crescere anche professionalmente gli addetti ai lavori.

Per Pietro Scammacca l’importante è collaborare, senza creare situazioni tali da portare ad affermazioni o presunzioni di superiorità in uno piuttosto che in un’altro versante, si dovrà lavorare per crescere insieme , e del resto la storia di ogni cantina

Ma ritorniamo al ciclo di eventi Est Est Est Est , dove l’obiettivo è una sorta di viaggio sul Versante Est dell’Etna per raccontare il vulcano nelle sue declinazioni, tra storia e tradizioni, per conoscere meglio volti e vini delle cantine protagoniste alla scoperta di uve, terroir e racconti inediti. 

Quattro serate che si svolgeranno presso : Cantina BiondiBarone di VillagrandeGambino Vini e Murgo, tutte location che godono di panorami mozzafiato tra il vulcano ed il mare. 

 «Il progetto nato lo scorso anno dall’idea di Michele Scammacca, proprietario della Cantina Murgo, e Marco Nicolosi, proprietario ed enologo della Cantina Barone di Villagrande – racconta Alfonso Caltagirone, responsabile dell’accoglienza della cantina Barone di Villagrande – quest’anno è stato sposato da altre due cantine rappresentative: Cantina Biondi e Gambino Vini. Siamo sicuri che questo quartetto riuscirà ad ampliare l’idea iniziale, quella di esaltare l’eleganza del versante EST facendone conoscere le diverse sfumature». 

«Il filo conduttore sarà il vino e ogni serata si svolgerà in maniera diversa – fa eco Pietro Scammacca, volto delle Cantine Murgo – abbiamo dei vini molto versatili e questo ci permette di poter creare dei percorsi enogastronomici che riflettano l’identità delle singole cantine.  Ognuno di noi racconterà la “Sua Etna” perché ogni realtà ha le proprie caratteristiche inserite però in una visione d’insieme».  

«Una verticale immaginaria, dove alle annate si sostituiscono le diverse altitudini che accompagnerà l’ospite in un percorso alla scoperta di un terroir, quello etneo capace di dare vita a vini eccellenti e dalle diverse caratteristiche- sottolinea Francesco Raciti, proprietario dell’Azienda Gambino Vini –  È un progetto che vuole presentare l’Etna come un unico territorio e che mette al centro l’amicizia, la collaborazione e le sinergie di chi ha creduto pur sapendo quanto sia difficile produrre dei vini sul nostro Vulcano». 

Partenza  venerdì 17 settembre alle ore 19.00 presso “Vigna Cisterna” di Ciro Biondi, proprietario di Palmento Biondi, per un aperitivo di benvenuto. 

«Siamo felici di far parte di questo progetto – racconta Ciro Biondi che aprirà la prima delle quattro serate – un territorio non si promuove singolarmente ma lavorando insieme. L’ingrediente segreto è “collaborare”, abitiamo tutti sul vulcano, perché non cercare di valorizzarlo al meglio?». 

Ad aprire le danze e le bottiglie in questo primo appuntamento, sarà la straordinaria cucina di Giuseppe Borzì, chef etneo, che ha saputo creare un percorso gastronomico capace di risaltare le peculiarità dei vini in degustazione: Outis Bianco dei padroni di casa, Etna Rosato di Barone di Villagrande, Etna Spumante Gambino della omonima Azienda e Tenuta S. Michele Bianco di Murgo. Appuntamento al tramonto, quando il cielo rosato colorerà di sfumature cangianti i grappoli d’uva tra le vigne incastonate nel nostro vulcano, quasi a regalar pennellate di vino all’intero panorama. Una serata tra amici, un incontro per appassionati, estimatori e neofiti in cui si riflettono le tradizioni vinicole etnee, la convivialità, l’amicizia e ovviamente degli ottimi vini.  

I giornalisti durante conferenza stampa

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