Pubblicato il: giovedì 8 Luglio, 2021
Musumeci: «La Regione investe nella loro riqualificazione. Borghi da visitare ma anche da abitare»

Le Vie dei Tesori arriva in 60 borghi siciliani

Il 2021 sarà l’anno dei borghi silenziosi, degli artigiani dimenticati, dei mestieri ritrovati, dei sapori che sanno di casa; ma anche di tradizioni, di esperienze immersive, di un vivere lento che non vuole dire pigro, piuttosto a misura d’uomo e di natura. Lo hanno già battezzato Slow Tourism e sta attirando l’attenzione sulle piccole comunità.

La Sicilia è già avanti: è nata infatti una nuova associazione di piccoli comuni uniti sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori, che vogliono intraprendere azioni di rigenerazione, di ripopolamento, di sviluppo sostenibile. E ha preso corpo una prima esperienza pilota, a fine estate. Due fine settimana, 28 e 29 agosto e 2 e 3 settembre: una sessantina di borghi – conosciuti e non, di montagna e sul mare, arroccati sotto i castelli o dimenticati nelle campagne, colmi di tesori d’arte o morbidamente green – apriranno i gioielli di famiglia”. Primo atto per ridare alle comunità contezza del valore delle loro risorse I giovani accoglieranno i visitatori offrendo visite, tour, esperienze. Con il sostegno di IGT, Fondazione con Il Sud e Fondazione Sicilia.

BORGHI DEI TESORI FEST è stato presentato stamattina.

«Il governo regionale in tre anni ha speso circa 200 milioni di euro in oltre 220 interventi di riqualificazione. Con Terna e Enel sono stati sottoscritti investimenti per 550 milioni. Siamo intervenuti con 285 milioni su strade che, ricordo, sono di competenza delle ex Province. Ma, in assenza di interventi, la Regione non può certo stare a guardare. Dico questo, apprezzando il vostro bellissimo progetto, perché la scommessa che la buona politica deve giocare è rendere attraenti i borghi non solo per i visitatori ma per chi, in questi piccoli centri, vuole vivere tutto l’anno. Noi stiamo lavorando perché i borghi possano essere attrattivi anche e soprattutto per quei siciliani che hanno lasciano la nostra Isola ma che oggi vorrebbero tornare qui». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione della presentazione dei “Borghi dei Tesori Fest” nell’ex Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Le Vie dei tesori, in programma nei due fine settimana 28 e 29 agosto e 4 e 5 settembre, prevede visite, tour ed esperienze speciali in una sessantina di borghi siciliani che apriranno al pubblico i “gioielli di famiglia”: conosciuti e non, di montagna e sul mare, arroccati sotto i castelli o dimenticati in un campo di grano, colmi di tesori d’arte o morbidamente green, pronti a mostrarsi, a scoprirsi, punteggiati come sono di castelli e conventi, chiese preziose e botteghe artigiane, palazzi nobiliari e neviere dimenticate, osservatori astronomici, miniere e laboratori. 
 «Approfittare del turismo perché possa diventare uno dei motori trainanti della nostra economia è il nostro obiettivo – ha aggiunto il presidente Musumeci – Per questo dobbiamo fare rete, dire basta all’individualismo e programmare, fissare obiettivi, tempi e risorse. È l’abc della buona politica. Questa iniziativa parte con uno zaino pieno di futuro. Lavoreremo insieme – ha concluso il governatore – affinché i borghi non restino nella solitudine affollata da inerzia che purtroppo vivono molti sindaci siciliani per i quali è impossibile persino avvalersi di adeguate risorse umane e professionali per realizzare i progetti. La Regione è al loro fianco».
 Alla presentazione erano presenti tra gli altri, l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Alberto Samonà, l’assessore alle Culture del Comune di Palermo Mario Zito, il presidente dell’associazione Borghi dei tesori Federico Maria Butera, la presidente de Le Vie dei Tesori Laura Anello e il cantautore siciliano Mario Incudine. «I borghi sono il cuore della nostra storia e della nostra tradizione – ha evidenziato l’assessore Samonà –  rappresentano il luogo dell’identità per eccellenza in tutta l’Italia. È da qui che dobbiamo ripartire se vogliamo costruire un futuro che rivitalizzi i territori della Sicilia, creando le migliori condizioni per rilanciare le economie locali. Il fascino di luoghi unici, di borghi medievali ancora poco conosciuti, è ciò che ha spinto alcuni paesi siciliani ad aggiudicarsi negli ultimi anni importanti riconoscimenti. Grazie a iniziative come quella della Fondazione Le Vie dei Tesori, ma anche a progetti come “I cantieri dell’Identità”, lanciato già la scorsa estate dall’assessorato dei Beni culturali, possiamo dire che il futuro è già presente».

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