Pubblicato il: mercoledì 25 Novembre, 2020
Emergenza Coronavirus,rivedere servizi sul territorio

SICILIA – CONF.E.L.P., troppi ritardi nelle USCA.Chiesto confronto con la Regione

Le proposte di Orlando e Valastro

-Ci sarebbero troppi disservizi e scelte da rivedere per migliorare l’assistenza sul territorio siciliano in questa fase di emergenza per il Covid 19. Sulla problematica scende in campo la Confederazione Europea Lavoratori e Pensionati, struttura organizzativa ormai presente su tutto il territorio nazionale, ma che guarda con particolare attenzione la Sicilia, terra da dove parte l’esperienza della Confelp. Ecco il lungo ed articolato comunicato stampa che ha diffuso in queste ore e con cui si chiede l’attenzione di tutti gli enti preposti, come Aziende Sanitarie ma anche Regione.

“Ci giungono, dal territorio, diverse segnalazioni da parte dei Nostri Iscritti e dei Cittadini, oltre che da diversi amministratori locali, che lamentano i ritardi delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) nel rilascio degli esiti dei tamponi. Specialmente dalla fascia alcantarina, ci arrivano dati sconfortanti circa le tempistiche, con soggetti che ad oggi sono in quarantena e senza esiti dei tamponi effettuati già da quasi 10 giorni (alcuni, sottoposti ai test il 16/11, a tutt’ora, non hanno alcuna notizia!). Ci domandiamo, come Segreteria Regionale, se non fosse stato possibile, specialmente in relazione ai piccoli centri della zona nebroidea, cercare una collocazione diversa per i laboratori nei quali effettuare le elaborazioni dei tamponi. Per l’intera fascia, da Giardini Naxos a Cesarò, per i comuni della vallata e per quelli limitrofi a Taormina stessa, l’unico presidio autorizzato e organizzato a tutt’oggi è, appunto, presso il nosocomio di Taormina. Ovvia è la congestione, in quanto i test sono tanti (considerate anche le zone “calde” come Cesarò, San Teodoro, Francavilla di Sicilia, nelle quali oggi si registrano picchi di contagi elevati), e una sola struttura non basta. Ci interroghiamo pertanto, come Organizzazione da sempre vicina e a supporto della Cittadinanza, sui motivi che non hanno spinto l’Amministrazione Regionale e le ASP, divise nei vari distretti sanitari, a valutare la creazione di punti supplementari per decongestionare Taormina come, per esempio, Francavilla di Sicilia, che avendo ampi locali dell’ASL potrebbe essere un punto centrale per la vallata, alleggerendo così gli esami su Taormina, e dando la possibilità di esiti più rapidi e, sicuramente, con una migliore organizzazione. Così come si potrebbe ragionare sull’estendere lo svolgimento di tali operazioni da parte delle strutture private già convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, per consentire alla persone, spesso impaurite, di poter avere in tempi rapidi gli esiti tanto attesi, magari con un notevole risparmio, di tempo e di denaro. Siamo vicini al personale della sanità, lo ribadiamo e lo faremo sempre, però ci sono scelte che, a Nostro avviso, andrebbero meglio concertate, come ad esempio quelle relative le scelte dei presidi “Covid”, come accaduto qualche settimana fa ad Acireale, dove abbiamo visto la chiusura dell’Ospedale Santa Marta e Santa Venera, che garantisce la sanità a oltre 100.000 utenti da Acireale a Giarre, con tutta la fascia di comuni a ridosso di questi. Sempre in riferimento a Giarre, sarebbe stato opportuno valutare la riapertura, solo come centro Covid, del presidio ospedaliero giarrese, che sì, in quel modo, poteva diventare sicuramente un punto centrale alla lotta al Covid, senza ridurre l’operatività degli altri ospedali. Così come, ci giungono, segnalazioni circa la mancanza di protocolli nel caso di contagi da parte dei medici di famiglia che, come nei caso di qualche medico operante in piccoli comuni della Valle dell’Alcantara e dei Nebrodi, ammalandosi, hanno lasciato scoperto l’intero paese ed il comprensorio senza una rapida sostituzione da parte dell’ASP, Ente che invece dovrebbe esser pronta e tempestiva nella risoluzione di queste problematiche, specialmente in quei contesti territoriali e sociali, vista anche la vasta presenza di persone fragili, in primis i Nostri anziani. Questa situazione, purtroppo, non si limita solo alla Sicilia, ma è comune in tutto il Sud del Nostro Paese. Ci siamo confrontati con la Segreteria Nazionale e con il Nostro Segretario Generale CONFELP, Salvatore Orlando, in quanto siamo convinti della necessità di segnalare queste disfunzioni, pur coscienti del fatto che l’attuale situazione è sicuramente grave, ma che essendo rispetto alla prima ondata qualcosa sulla quale si ha avuto il tempo per organizzare, sarebbe stato corretto porre prima dei rimedi. ” – afferma Antonio Valastro , Commissario Straordinario CONF.E.L.P. Sicilia.

Antonio Valastro
Salvatore Orlando

“Aspettiamo ancora le famose assunzioni in Sanità e il potenziamento delle strutture tanto decantate e promesse dal Governo centrale e dai Governi regionali, ma constatiamo ancora un nulla di fatto dettato dalla perenne lentezza della burocrazia e della cattiva organizzazione dei servizi.” aggiunge Salvatore Orlando, Segretario Generale Confelp . “Siamo certi che l’amministrazione regionale e i vari enti, che gestiscono la sanità, debbano avere gli strumenti, anche normativi, per lavorare, però non è comprensibile il susseguirsi di scelte, logistiche e amministrative che, a nostro avviso, vanno contro il principio di rapidità di intervento e di prontezza di azione che questa pandemia, invece, richiede. Siamo pronti a un dialogo con gli Enti, per portare i Nostri suggerimenti e le idee che ci vengono dai Nostri Dirigenti operanti sui vari territori (regionale e nazionale) e dai Nostri Iscritti, convinti che in questo particolare momento emergenziale, ognuno debba fare il proprio ruolo, nel rispetto degli altri ma, soprattutto, per il bene collettivo della salute pubblica.” si legge ancora nel comunicato stampa della Confelp.

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