Pubblicato il: martedì 25 Agosto, 2020
Turisti scioccati dalla scena dei molti pesci morti

CASTIGLIONE DI SICILIA – Alcantara asciutto muoiono migliaia di trote e carpe

Michele La Rosa – Migliaia di trote e carpe già morte, forse da 3 o 4 giorni, da quando nella zona del ponte San Nicola non scorre più acqua. Ieri mattina è stato un via vai di escursionisti, guide naturalistiche, reporter:in poco tempo si è sparsa la voce dell’incredibile moria di pesci in coincidenza della passerella che congiunge le due sponde del fiume. In serata poi il tam tam attraverso i social network ha amplificato ancor di più la “strage” di pesci nel fiume. Eravamo capitati li per altre motivazioni, per un sopralluogo, e già c’era la presenza di turisti e guide che osservavano quanto succedeva. Nel pomeriggio abbiamo avvertito il Distaccamento della Forestale di Linguaglossa, che malgrado gli impegni, sopratutto sul fronte degli incendi ed emergenze varie è riuscita a venire sui luoghi con due operai al comando dell’Ispettore Antonino Ruffino, cercando di far arrivare un rigagnolo d’acqua da un vicino tratto del fiume, a monte, dove vi è una sorta di barriera che crea un piccolo invaso nel tentativo di salvare quella miriade di pesciolini che ancora vivi sono nella pochissima acqua che ristagna ma potrebbero morire nel giro di alcune ore se non pioverà a breve o l’acqua sarà insufficiente. Il sindaco Antonio Camarda solleciterà dei sopralluoghi per far accertare eventuali anomalie lungo il fiume, mentre nel pomeriggio si è recato sui luoghi anche l’assessore all’ecologia e all’ambiente Salvatore Monforte, discutendo con il personale della Forestale della situazione lungo l’Alcantara ma anche di altre problematiche. Siamo al centro del Parco fluviale dell’Alcantara, una scena simile, di queste proporzioni, non la ricorda nessuno, seppur nel passato ci sono stati altri periodi di siccità e moria di pesci, ma certamente non di queste proporzioni. Difficile trovare soluzioni di fronte ai fenomeni naturali come l’assenza di piogge e di acqua nel fiume, ma resta l’interrogativo se anche il fattore umano o un uso improprio delle acque, nel tratto a monte, possa avere accentuato queste conseguenze. In questo stesso tratto nel passato gli elicotteri dei servizi antincendio facevano carico d’acqua per poi eseguire le operazioni di spegnimento degli incendi della stessa zona. Insomma i fattori da verificare sono tanti e in tal senso in molti si aspettano dal Parco Fluviale dell’Alcantara di approfondire questa problematica. Qui un tempo si svolgevano pure le gare di pesca alle trote, ricordi di un tempo passato, pesca poi vietata, ma adesso questa moria di pesci è incredibile. Sul sito web del Parco dell’Alcantara leggiamo testualmente “Nelle acque rinveniamo varie specie di pesci, benché con popolazioni piuttosto ridotte, quali, ad esempio, la Tinca (Tinca tinca), la Trota (Salmo trutta), la Carpa (Cyprinus carpio), la Gambusia (Gambusia affinis), quest’ultima introdotta dall’uomo per la lotta biologica alla malaria. Nel tratto terminale del fiume si incontra l’Anguilla (Anguilla anguilla).”, a questo punto tutto veramente a rischio.

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