Pubblicato il: domenica 23 Agosto, 2020
Turismo. Focus su opportunità e problematiche

SANT’ALESSIO SICULO (Me) – La Sicilia dei borghi e dei cammini

MICHELE LA ROSA – Serata ricca di riflessioni e di proposte quella di sabato sera nell’ambito de ” Il Salotto di Casa Sicilia” presso Villa Genovesi. Focus su borghi, cammini, monumenti, itinerari che raccontano la Sicilia ai turisti nei suoi vari aspetti. Turismo relazionale, turismo di prossimità, turismo escursionistico, turismo religioso: diversi gli interventi e le relazioni che hanno cercato di accendere i riflettori su prospettive e problematiche dei vari segmenti del turismo in generale. Moderatore dell’incontro Filippo Grasso dell’Università di Messina, esperto in tematiche legate al turismo, autore di varie pubblicazioni.Per il sindaco Nunzio Giovanni Foti è necessaria la sinergia tra Comuni e la Valle d’Agrò in questa direzione sta già sperimentando alcune iniziative, mentre per l’assessore al turismo Virginia Carnabuci la drammatica situazione e le conseguenze post Covid 19 inducono ad una seria riflessione che dovrà portare a pianificare e progettare strategie adeguate per il futuro, sia gli enti pubblici che i privati, anche in termini di realizzazione di interventi sul territorio. Sempre per il comune di Sant’Alessio Siculo è intervenuto pure l’assessore all’ambiente Natale Ferlito, il quale ha fatto notare l’impegno in tal senso per valorizzare i sentieri, gli itinerari naturalistici in genere che di fatto rappresentano oltre che una risorsa per il turismo anche una risorsa per lo sport. Salvatore Bartolotta, coordinatore Regionale dei Borghi più Belli d’Italia in Sicilia, ha evidenziato il ruolo dell’associazione a livello nazionale e regionale, sia per promuovere turisticamente il territorio che per stimolare la classe politica verso misure specifiche per aiutare i piccoli comuni ad evitare lo spopolamento. Lo stesso Bartolotta ha illustrato l’idea di un Piano Strategico dei Borghi da far redigere ad esperti, e dei recenti incontri con il Ministro per il Sud la Coesione Territoriale, proprio finalizzati a chiedere maggiori attenzioni per i piccoli borghi. Michele Palamara, ideatore del progetto ” Rete dei Borghi” ha sottolineato l’importanza di salvaguardare i borghi, in questo caso riferendosi sopratutto ai numerosi villaggi, insediamenti abitativi che circondano Messina città, veri e propri piccoli paesini ricchi di storia, tradizioni.Eugenio Enea, coordinatore del comitato per la chiesa di Mili,frazione di Messina, ha raccontato la vicenda che lo vede da anni combattere per la riapertura della chiesa normanna :adesso sono una trentina le associazioni ed i comitati che rivendicano la fruizione del tempio religioso di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, ma purtroppo le istituzioni sembrano sorde di fronte a tali richieste, che grazie al valore storico-architettonico potrebbe essere da input al turismo ma anche a dare vita alla piccola comunità che ancora abita nella zona. Mimmo Targia, direttore del Museo di Terrasini e curatore del progetto sui Borghi Marinari di Sicilia, ha evidenziato l’importanza del concetto di “identità” prezioso a valorizzare e salvaguardare il proprio territorio di appartenenza, raccontando anche del suo impegno, attraverso il Dipartimento della Pesca della Regione Siciliana, verso la salvaguardia di quel patrimonio di tradizioni ed attività che riguardano la pesca nella nostra isola, anche per trasmettere ai più giovani la passione verso l’attività di pescatore che rischia di scomparire. Lo stesso Mimmo Targia, ha raccontato dei tentativi di sensibilizzare i giovani attraverso l’idea di trasformare le barche, i piccoli pescherecci in “barche didattiche” o di sensibilizzare i pescatori verso l’avvio della pescaturismo, alternativa alla pesca tradizionale ed in grado di evitare l’abbandono di tante borgate marinare e la totale scomparsa di tutti quei mestieri legati al mondo della pesca tradizionale. Nell’occasione presentato “L’Anello del Nisi”, un sistema circolare di sentieri che coinvolgono i Comuni di Alì Terme, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì, che sta già riscuotendo un certo interesse da parte degli escursionisti ma anche dalla stampa nazionale. Su questa iniziativa ha curato una pubblicazione proprio il prof. Filippo Grasso che durante la serata ha invitato a diverse riflessioni, sia i relatori che il pubblico, e condividendo con tutti gli intervenuti la necessità di una diversa “cultura” verso il territorio, verso il patrimonio, evidenziando anche come anche a lui è capitato di trovare “istituzioni” o rappresentanti istituzionali sorde, indifferenti, alle richieste che giungono dalle comunità, dalle associazioni, dagli esperti, ma che occorre perseverare in tale direzione.Fabrizio Ferreri, autore de ” La Sicilia dei borghi” ha ripercorso le fasi e le attività che hanno portato alla pubblicazione sui borghi siciliani, evidenziando come l’obiettivo sia stato quello di far raccontare il territorio a chi lo vive, a chi ci vive e lavora, perché solo così si riesce a trasmettere al lettore le emozioni che suscitano un luogo, un monumento, una tradizione . Fin qui si è parlato di salvaguardia, valorizzazione dei borghi e dei luoghi abbandonati, ma c’è anche chi invece preferisce i luoghi “avvolti” proprio dall’abbandono, ovvero lasciati al loro destino. ” Il nostro movimento e le associazioni che vi fanno parte cercano proprio questi luoghi abbandonati. Abbiamo censito vari villaggi, varie strutture, in tutta la Sicilia. Per noi il loro fascino è proprio questa stato di abbandono.” – dice Cristano La Mantia, responsabile di Urbex-Liotrum di Catania che fa parte di Ascosi Lasciti, un collettivo nato per condividere le esplorazioni, le storie e le leggende dei più suggestivi luoghi nascosti in Italia e nel mondo. Spesso si tratta di fotografi, giornalisti, scrittori che trovano queste location interessanti per i loro reportage ma anche come luoghi da visitare. Su invito di Mimmo Targia l’evento si è concluso dandosi appuntamento in piazza a Mili (data da stabilire) per un grande raduno di intellettuali, artisti, associazioni, per sostenere quella rete di comitati che da anni si batte per la riapertura della chiesa normanna .

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