Pubblicato il: martedì 14 Luglio, 2020
Nuove regole e limiti. Per gli associati trattasi di misure incisive ma necessarie

Consorzio Etna Doc:blocco triennale delle iscrizioni di nuove superfici fino al 2024

MICHELE LA ROSA – Novità in vista per i produttori associati al Consorzio Etna Doc, novità che di fatto riguardano anche chi puntava ad associarsi . Nuovi limiti e regole decise dall’Assemblea dei Soci, decisioni che probabilmente alimenteranno pure un certo dibattito, non tutti condividono talune scelte. Dopo mesi di silenzio dettate dalla situazione di emergenza da coronavirus Covid 19 si torna a parlare di vini dell’Etna, da alcuni anni ormai al centro dell’attenzione dei mass media di tutto il mondo e che ha visto nell’ultimo decennio significativi investimenti facendo aumentare in modo notevole il numero di produttori e cantine. E così vediamo cosa è stato deciso dall’Assemblea Ordinaria dei Soci del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC, riunitasi presso l’azienda Nicosia di Trecastagni nei giorni scorsi, provvedimenti che gli interessati descrivono come “Misure incisive – dalla gestione della produzione alla modifica del disciplinare”.

“È stato un incontro molto importante che ha visto una partecipazione molto nutrita da parte dei soci del Consorzio” commenta Antonio Benanti, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC. “Si trattava del primo appuntamento dopo il periodo di lockdown causato dalla pandemia da Covid-19. Era sicuramente necessario fare un primo punto della situazione in un anno così particolare ma era soprattutto, a nostro avviso, il momento giusto per tornare a trattare formalmente insieme ai nostri soci importanti argomenti che stanno a cuore a tutti noi e che riguardano lo sviluppo ed il consolidamento della denominazione Etna. Infatti, solo il tema della riduzione della resa per ettaro delle tipologie Etna Rosso ed Etna Rosso Riserva per la vendemmia 2020 è stato stimolato dalla pandemia in corso. Non abbiamo timori particolari, puntiamo invece a produrre dei grandissimi rossi quest’anno!” In termini pratici l’Assemblea dei Soci ha approvato di ridurre, esclusivamente per la vendemmia 2020, la resa della tipologia Etna Doc Rosso e Rosso Riserva dagli attuali 90 quintali ad ettaro previsti dal disciplinare ai 70 quintali ad ettaro, eliminando la possibilità di eventuali superamenti entro il 20% della produzione. Provvedimenti che cercano di creare un certo equilibrio nel territorio di produzione, ma sopratutto guardando anche al mercato più complessivamente dove ancora appaiono incerti i risvolti post Covid.

“La tipologia Etna Rosso rappresenta poco più del 60% del totale Etna Doc rivendicato nel 2019 ed è quella, quindi, più importante dal punto di vista quantitativo” spiega il Direttore del Consorzio, Maurizio Lunetta. “Il periodo del tutto eccezionale che abbiamo vissuto da marzo ad oggi ha richiesto una decisione straordinaria. Si tratta di una misura che, in linea con quanto deliberato da altri importanti consorzi italiani, contribuirà a ridurre il rischio di squilibri di mercato che potrebbero ripercuotersi sui produttori, sulla DOC e sul territorio”. Ma il Consorzio punta anche a “rallentare” per almeno 3 anni le iscrizioni di nuove superfici vitate, difatti l’Assemblea ha votato con parere favorevole la temporanea sospensione di iscrizioni di nuove superfici di vigneti a Etna Doc (nuovi impianti o reinnesti) per un periodo di tre anni a partire dal 1 agosto 2021 e fino al 31 luglio 2024 con alcune deroghe sui progetti già presentati da bandi Ocm e le autorizzazioni ottenute dalla riserva nazionale per i nuovi impianti. La sospensione delle iscrizioni non riguarderà il reimpianto e il reimpianto anticipato di superfici vitate già idonee alla produzione della denominazione DOC “Etna”. “Anche in questo caso l’obiettivo del Consorzio è quello di avviare per i prossimi anni un processo virtuoso che riesca a gestire la crescita dell’offerta in relazione all’evolversi della domanda, tutelando il valore della denominazione” prosegue Lunetta.

Novità sul fronte delle bollicine, dove ricordiamo c’è una significativa produzione di vini spumanti sull’Etna, che seppur rappresenti ancora una produzione di nicchia, risulta già importante e vede coinvolte una ventina di aziende. L’assemblea in questo caso ha approvato la proposta di modifica del disciplinare di produzione, inserendo tra le altre modifiche la possibilità di produrre lo spumante solo con metodo classico, l’introduzione di un numero minimo di piante ad ettaro ed una maggiore libertà di scelta delle chiusure delle bottiglie. Le modifiche approvate dall’Assemblea sono frutto di un importante lavoro di confronto da parte di un Comitato Tecnico interno e limiteranno le possibilità di interpretazione di alcuni passaggi presenti nel disciplinare, a ulteriore garanzia della qualità e della identità dei vini etnei.

“Sono tutte proposte importanti, finalizzate al rafforzamento e alla tutela della denominazione e al governo della sua crescita, che si pongono l’obiettivo di tutelare la viticoltura alle pendici dell’Etna: un piccolo gioiello da preservare e valorizzare con forza, determinazione e scelte responsabili e condivise. Ora dobbiamo guardare avanti con fiducia e ottimismo, forti dell’immutato e crescente interesse che i vini Etna DOC riscuotono tra i consumatori, confermato dalla decisa ripresa delle richieste da parte del mercato a partire dal mese di giugno – conclude il Presidente Antonio Benanti –, ma allo stesso consapevoli che alcune misure servono per poter affrontare il periodo di crisi e ripartenza con gli strumenti giusti per la nostra denominazione. Per continuare a distinguerci all’interno del panorama vitivinicolo sia siciliano che nazionale, abbiamo bisogno di interventi mirati e precisi”. Fin qui le scelte del Consorzio, annunciate nei giorni scorsi attraverso i social network e in queste ore con un comunicato stampa ufficiale, vedremo eventuali prese di posizione o la condivisione di queste scelte nel contesto più ampio di tutti i produttori del territorio. Scelte a parte, adesso si guarda alla ripresa dei mercati, qui sull’Etna accanto alle grandi aziende ci sono una miriade di piccoli produttori, spesso che imbottigliano poche migliaia di bottiglie e questa fase post Covid 19, non ancora del tutto chiara, di certo influirà molto su tutto il sistema, per cui gli scenari sono ancora tutti da definire.

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