Pubblicato il: martedì 2 Giugno, 2020
Progetto "Borghi di Sicilia/Sicilia dei Borghi"

Forum Nazionale del Turismo Sostenibile,terzo meeting nazionale.

Assieme al “Forum Nazionale per il Turismo Sostenibile” ed il Gruppo di Lavoro “Prosperità“, avviato un viaggio per preservare e valorizzare un patrimonio che rappresenta un nuovo modello economico, di produzione e di consumo, basato su salute, sostenibilità ambientale e qualità della vita.

“Da mesi, con il Forum Nazionale per il Turismo Sostenibile ed GdL “Prosperità”, si lavora intensamente a favore dei territorio per la costruzione di una Strategia che abbia in seno la proposta di soluzioni innovative capaci di aiutare nel concreto le PMI in termini di sostenibilità ed innovazione, favorendo sinergie tra giovani, enti pubblici e privati.
In questo ambito, si inserisce anche la proposta Sicilia Isola Sicura con il progetto “Borghi di Sicilia/Sicilia dei Borghi“, che come GAL porta avanti il progettoe sul quale abbiamo avviato una manifestazione di interesse, aperta a tutti i borghi che stanno aderendo da tutta la Sicilia ” dice l’.Arch. Roberto Sauerborn., e continuando – “ll progetto prende le mosse dalla “Rete Cultura“, nata con la delibera  N.49/2019 della Giunta Regionale siciliana (voluta dall’allora Ass. reg. ai BBCC, prof. Sebastiano Tusa), con la quale veniva apprezzata la rete  dei GAL di tutta la Sicilia e che é condiviso, oltre che dai sindaci del nostro territorio e aderenti a “Borghi di Sicilia”, anche dal Forum Nazionale per il Turismo Sostenibile e da GdL ” Prosperità”, quest’ultimi coordinati dalla dott.ssa Isa Maggi. 
Con il GdL “Prosperità” abbiamo pensato che la “Rete Cultura” (poi rimasta ferma per i fatti legati alla tragica scomparsa del prof. Sebastiano Tusa) possa essere proposta  come buona praticaper lo Sviluppo Sostenibile e che pertanto, possa essere portata all’attenzione del  Governo Nazionale così da replicarla anche su scala nazionale con il Ministero della Cultura e Turismo e il Ministero per l’Ambiente.
La nostra proposta per l’attuazione della SM 19.3 del PSR Sicilia, di cui discuteremo già mercoledì 3 giugno con l’AdG del FEASR e gli altri GAL nell’ambito del tavolo di lavoro costituito sul tema, intende “Mettere in relazione le potenzialità locali di vita sostenibile dei borghi tra di loro e con un contesto più ampio, per raggiungere quella massa critica necessaria per garantire la vitalità di un progetto di rilancio del brand Sicilia quale Isola Sicura e Sostenibile secondo i parametri di Agenda 2030, in modo da porlo meglio in relazione con una dimensione economica globale. Potranno, per esempio, anche essere valorizzati, promossi, perché modulati in connessione sistemica con i 17 GAOL dell’Agenda 2030, alcuni elementi/pratiche/aspetti di vita tipici dei luoghi dei borghi. Il progetto  di cooperazione unitario su base regionale avrebbe quindi la funzione di permettere il superamento di taluni vincoli strutturali, insiti nella dimensione locale. Allargare la partnership regionale, nazionale ed internazionale, se richiesto, e costituire reti transnazionali”.

Inoltre, abbiamo ricevuto conferma dell’interesse sul nostro progetto per la SM 19.3, da parte della Rete Nazionale dei GAL Bulgari, per il tramite della presidente dott.ssa Neli Kadieva, e di alcuni GAL della Polonia, che sono già stati da nostri ospiti e con cui abbiamo già avviato dei rapporti di collaborazione sulla loro SM 19.3 di cooperazione, che verranno ad attuare nella nostra Sicilia alla fine del lockdown.
Così, convinti della bontà e validità della nostra proposta, auspichiamo fortemente di poterla inserire nell’ambito della stesura della SM 19.3 del PSR Sicilia 2014-2020 in concertazione con tutti gli altri GAL della Sicilia e l’AdG del FEASR retta dal Dirigente Generale Dott. Dario Cartabellotta.”

emi all’OdG del Forum per il Turismo Sostenibilea cura di Isa Maggi
Nella scorsa legislatura era stata approvata una legge ad hoc per la tutela e la promozione dei piccoli comuni, e oggi, in virtù di quella legge ci sono 160 milioni di euro da destinare a questi territori usandoli in maniera proficua. Ora serve applicare quella legge e innestarla nel nuovo percorso che va avviato per cambiare e innovare radicalmente il Paese anche alla luce della pandemia.

I circa seimila piccoli centri a rischio demografico, sparsi su due terzi del territorio italiano, in quelle che a livello istituzionale sono state definite “aree interne”, sono una grande ricchezza di opportunità per l’Italia in quanto difendono il territorio dal rischio idrogeologico, custodiscono risorse preziose come l’acqua e le foreste, vantano un invidiabile patrimonio naturalistico, agricolo e culturale.
Ma la carenza di servizi essenziali come scuole, trasporti pubblici, sanità sostenibile, infrastrutture e banda larga creano l’altra faccia della medaglia.
La Strategia nazionale per le aree interne è del 2013 ed ora ‘emergenza coronavirus ha riportato l’attenzione su queste aree del Paese perché sono in grado di contrastare meglio delle grandi città la diffusione del virus e di garantire una qualità della vita migliore.
La legge di Bilancio approvata a fine 2019 assegnava per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico – interventi volti all’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e di sviluppo territoriale sostenibile, ovvero in materia di mobilità e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio.Altri significativi interventi sono quelli finalizzati alla copertura delle cosiddette “zone grigie” con la connessione ultraveloce della fibra. I lavori, cofinanziati al 70% sono stati affidati a Open Fiber e sono già in corso,A questa si affiancano le opportunità derivanti dagli stanziamenti per la messa in sicurezza del territorio e la lotta al dissesto idrogeologico, e quelli messi a disposizione per connettere le scuole italiane, a partire da quelle ancora non raggiunte da una connessione stabile, e dotare studenti e famiglie di device adeguati.D’altra parte il recente decreto Rilancio non ha messo al centro in maniera efficace il settore del Turismo, di cui ci stiamo qui occupando in modo specifico essendo anche uno dei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive decise per fronteggiare l’espansione del contagio da coronavirus,.Sono state introdotte due misure. Esaminiamo il primo, il Bonus vacanze.È un mix di agevolazioni, quello introdotto dall’articolo 176 del Dl n. 34/2020 che riconosce un credito “flessibile” alle famiglie le quali, pur in condizioni economiche difficili, decidono di trascorrere un periodo di vacanza.Il bonus, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 per il pagamento di servizi offerti in Italia dalle imprese turistico ricettive, dagli agriturismo e dai bed & breakfast, è offerto ai nuclei familiari con Isee, in corso di validità, non superiore a 40mila euro, nella misura massima di 500 euro per i nuclei composti da tre o più persone, di 300 euro per le coppie e di 150 euro per i single.
Ed ecco le condizioni:- ne può usufruire un solo componente della famiglia per la villeggiatura offerta da un’unica struttura turistica (impresa ricettiva, agriturismo o bed & breakfast);- l’avvenuto pagamento deve essere certificato tramite fattura elettronica o con specifico documento commerciale (articolo 2, Dlgs n. 127/2015), nel quale va indicato il codice fiscale del beneficiario dello sconto;- il pagamento deve essere effettuato senza servirsi dell’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
Il bonus si presenta, da un lato come vero e proprio sconto, dall’altro si trasforma in detrazione. Da un’ulteriore prospettiva, invece, diventa credito d’imposta. Funziona così: il cliente, riceve l’80% del contributo assegnatogli sotto forma di sconto effettuato direttamente dalla struttura ospitante. Il restante 20% del bonus sarà fruito come detrazione d’imposta al momento della dichiarazione dei redditi.
Lo sconto praticato dalla struttura fornitrice del servizio, per la stessa, si trasforma invece in credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione. Un credito che, come altri legati all’emergenza economico-sanitaria, può essere ceduto a terzi, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione.
E’ poi stata “Abrogata” la prima rata Imu…Con l’articolo 177 (comma 1), il legislatore ha cancellato la prima rata Imu 2020 per gli stabilimenti balneari marittimi, lacuali, fluviali e termali. E ancora, per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e quelli degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate nei suddetti immobili.
Inoltre fino al 31 ottobre, laTosap è stata sospesa.Alle imprese di pubblico esercizio, titolari di concessioni o di autorizzazioni riguardanti l’utilizzazione del suolo pubblico, l’articolo 181, al comma 1, concede l’esonero, dal 1° maggio al 31 ottobre 2020, dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.
Passiamo ora ad esaminare i Fondi.Nello stato di previsione del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo sono istituiti tre diversi Fondi.Il primo, previsto dall’articolo 178, con l’intento di sostenere il settore turistico attraverso operazioni di mercato, è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività’ turistico-ricettive. Per il “Fondo turismo”, che riceverà ulteriori istruzioni in un decreto ministeriale, sono stati messi da parte 50 milioni di euro per il 2020, che, se necessario, diventeranno 100 nel 2021.
Il secondo, il “Fondo per la promozione del turismo in Italia” introdotto dall’articolo 179, con una dotazione di 20 milioni di euro vuole favorire la ripresa dei flussi turistici sul territorio nazionale. I beneficiari, le iniziative da finanziare e le modalità di assegnazione delle risorse saranno individuati, entro trenta giorni, da un decreto del ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, sentito l’Enit, l’ente nazionale per il turismo.Venticinque milioni di euro per il 2020 vanno, invece, a rifornire un ulteriore “salvadanaio” a disposizione, questa volta, delle agenzie di viaggio e dei tour operator (articolo 182). Le modalità di assegnazione delle somme saranno fissate, anche queste, con decreto.
Infine, tenuto conto dei negativi riflessi economici della crisi del settore sulle casse degli enti locali, l’articolo 180 istituisce, nello stato di previsione del ministero dell’Interno, un Fondo di 100 milioni di euro, per il ristoro parziale dei Comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno o del contributo di sbarco, dovuta alla totale assenza di turisti.

Isa Maggi

Dottore commercialista  – Revisore legale dei conti

European Register of Tax Advisers

Coordinatrice nazionale Stati Generali delle Donne www.statigeneralidelledonne.com

Coordinatrice Gruppo Prosperità, Forum Sviluppo Sostenibile 

Presidente Sportello Donna

Presidente Fondazione Gaia

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