Pubblicato il: mercoledì 12 Febbraio, 2020
Circa 27 milioni di opere

Protezione civile, governo Musumeci finanzia nuove vie di fuga in 10 Comuni

Migliorare il
sistema regionale delle vie di fuga in caso di emergenza. E’ l’obiettivo
per il quale il governo Musumeci ha approvato un Piano di interventi
predisposto dalla Protezione civile regionale. Sono stati stanziati,
infatti, ventisette milioni di euro per opere in dieci Comuni dell’Isola.
Si tratta di progetti definiti sulla base delle istanze prodotte dai singoli
territori che andranno a sanare punti di criticità rilevati in relazione
all’esigenza di “rafforzare i presidi di prevenzione del rischio con
finalità di protezione civile”. Gli interventi copriranno tutte le nove
province, oltre all’ottimizzazione dell’accesso al Centro regionale
della Protezione civile per la Sicilia orientale che si trova a San Giovanni
La Punta.«Prevenire – sottolinea il presidente della Regione Nello
Musumeci – è sempre meglio che curare. Stiamo intervenendo perché siamo
ben consci degli alti rischi che alcune aree del nostro territorio corrono,
da quello vulcanologico a quello industriale, da quello degli incendi
boschivi a quello sismico, a quello idrogeologico. E nell’ultimo anno e
mezzo non è mancato nulla. Farsi trovare impreparati, in caso di catastrofi
naturali o eventi calamitosi, sarebbe da incoscienti».Gli interventi
finanziati – in attuazione del Piano di azione e coesione – Asse
prioritario 2 “Riduzione e gestione dei rischi ambientali” – riguardano
i Comuni di: Siculiana in provincia di Agrigento (manutenzione straordinaria
del ponte sul “Fosso delle Canne” strada provinciale 75 –
Siculiana/Montallegro Km 1,375 – e messa in sicurezza del costone roccioso);
Milena nel Nisseno (messa in sicurezza strada provinciale 152,
Racalmuto-Milena. Realizzazione nuovo tratto stradale di m 600 in località
Cozzo Tondo); Militello in Val di Catania (ripristino viabilità interrotta
sulla strada provinciale 99 del Loddiero, dalla strada provinciale 28 fino
al Territorio di Scordia e San Giovanni La Punta, in provincia di Catania
(allargamento tratto di strada comunale “via Taormina” in corrispondenza
dell’elisuperficie realizzata nell’ambito del Programma regionale di
rete infrastrutture eliportuali); Troina nell’Ennese (sistemazione
attraversamento del fiume Troina lungo la trazzera Troina-Cesarò con
realizzazione di un ponte di seconda categoria); Caprileone in provincia di
Messina (progetto per il collegamento allo svincolo autostradale alla strada
statale 113); Valledolmo nel Palermitano (sistemazione e ampliamento della
strada comunale esterna collegante la Provinciale 13 con la comunale
Rinella); Ispica in provincia di Ragusa (completamento via di fuga sud);
Ferla nel Siracusano (lavori di completamento della strada Grottalle, come
via di fuga del centro abitato); Buseto Palizzolo in provincia di Trapani
(manutenzione straordinaria della strada comunale via Marsala, interessata
da un movimento franoso, messa in sicurezza e mitigazione rischio
idrogeologico).Il governo regionale ha approvato anche l’aggiornamento dei
criteri per la definizione del Piano regionale delle vie di emergenza –
fermi al 2011 – per aggiornare gli standard minimi di sicurezza che le vie
di emergenza devono possedere in relazione al tipo di rischio cui il
territorio è sottoposto. Il nuovo strumento indica come determinare
un’opportuna rete di vie di emergenza adeguata ai diversi scenari di
rischio presenti nel territorio. Tali vie dovranno garantire un rapido
accesso ai mezzi di soccorso o al loro approvvigionamento, il veloce
raggiungimento di svincoli autostradali o strade di collegamento, facilitare
le forze di protezione civile eventualmente in campo (vigili del fuoco,
forze dell’ordine, mezzi di pronto soccorso, squadre specialistiche di
intervento), permettere alla popolazione di allontanarsi tempestivamente dai
luoghi di crisi per raggiungere aree di attesa. Le linee-guida contenute nel
Piano saranno ora trasmesse a tutte le amministrazioni unitamente alla
scheda-tipo di proposizione dell’intervento che consentirà di individuare
in dettaglio quelli di maggiore interesse e prioritari per un’utile
programmazione.Il Piano regionale non rimane statico ma, come spiega 
Calogero Foti, dirigente generale del dipartimento regionale di Protezione
civile “è per sua stessa natura uno strumento dinamico in continua
evoluzione e risponde, quindi, all’esigenza di migliorare e rafforzare il
sistema complessivo della protezione civile nell’Isola».>

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