Pubblicato il: venerdì 24 Gennaio, 2020
Verso una cantina nel palmento settecentesco della Villa dei Baroni

CASTIGLIONE DI SICILIA – Carranco chiude positivamente il 2019 e adesso punta agli Stati Uniti e Paesi Bassi

Michele La Rosa – Tra l’Etna e l’Alcantara, lungo la strada per Mojo Alcantara è una delle ultime realtà vitivinicole etnee ad affacciarsi al mercato internazionale dei vini. Per Carranco è tempo di bilanci, la cantina nata nel 2018 dall’incontro tra i due produttori Andrea Farinetti di Borgogno, e Francesco Tornatore. Il 2019 si chiude con un fatturato di 120.000 euro con la sola produzione di Etna Rosso Villa dei Baroni e Etna Bianco Villa dei Baroni. I mercati principali di destinazione sono stati Svezia, Giappone, Canada e Italia, ma la previsione per l’anno in corso è puntare su Stati Uniti, Olanda e Belgio e di raggiungere i 210 mila euro di fatturato. Numeri importanti e progetti ambiziosi per la cantina, qui a poca distanza da Alta Mora Cusumano, dallo stesso Tornatore, da altre prestigiose aziende tutt’intorno a Pietramarina, luogo avvolto da leggende e misteri. Uno degli obiettivi adesso è la realizzazione della nuova cantina nella zona sottostante a Villa dei Baroni destinata da secoli alla vinificazione grazie al palmento del 700, immobile non lontano da quel “Sentiero di Pietra” del Parco Fluviale e che porta al fiume Alcantara, attraversando pure l’ex tracciato della ferrovia per Giardini Naxos – Randazzo. In merito al progetto Andrea Farinetti dichiara alla stampa: «Il nostro desiderio è costruire, nel giro di due anni, una vera cantina che rinasca nel palmento settecentesco presente nella villa di Carranco. Inizialmente ci appoggeremo per la vinificazione alla cantina del Cavalier Tornatore, nostro socio e amico. Poco prima di questa nuova destinazione ed avventura imprenditoriale dei Farinetti in Sicilia, l’immobile era stato un resort dei precedenti proprietari, discendenti di una nobile casata della zona, puntando al turismo internazionale. L’obiettivo sarà quello di produrre dalle 60 mila alle 80 mila bottiglie di altissima qualità tra Etna Bianco e due o tre varianti di Etna Rosso». Una produzione vinicola di eccellente qualità e la prospettiva di far crescere la denominazione fino ai livelli raggiunti da altri grandi vini italiani, è l’altro grande obbiettivo che Andrea Farinetti intende raggiungere: «La qualità è già altissima e crescente, grazie ai tanti produttori storici etnei. Noi proveremo a dare il nostro contributo da forestieri, ma con la spinta e le capacità che ci può dare un grande produttore come Tornatore. Siamo certi che queste terre nei prossimi 5 anni cresceranno di valore, così come i loro vini, arrivando a toccare livelli che ad oggi non possiamo immaginare».

La tenuta Carranco, non lontana dalla frazione di Verzella di Castiglione di Sicilia, si estende per 8 ettari vitati e coltivati con i vitigni autoctoni dell’Etna, Nerello Mascalese per l’Etna Rosso e Carricante per l’Etna Bianco con vigne vecchie di 50-60 anni. Le vigne sono situate a 500 m di altitudine sul versante nord dell’Etna considerato il più vocato alla viticoltura grazie al suolo fertile ricco di minerali e materiali eruttivi, e alle escursioni termiche tra il giorno e la notte molto importanti per la vite. Nel pieno rispetto della tradizione e dell’ambiente, i metodi di agricoltura sostenibile di Carranco danno vita a uve di altissima qualità; in cantina i vini sono prodotti secondo tecniche di vinificazione ancora legate alla tradizione locale. Per questo motivo i vini rossi fermentano in vasche in cemento, come un tempo avveniva negli storici palmenti, e per l’affinamento si utilizzano le grandi botti di rovere. I vini bianchi invece fermentano in vasche d’acciaio e affinano in tini in cemento.

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