Pubblicato il: giovedì 4 ottobre, 2018

Osterie d’Italia 2019, dai Nebrodi all’Etna i locali segnalati da Slow Food

Sono 108 su 1617 i locali siciliani segnalati nella guida alle Osterie d’Italia 2019 appena pubblicata per i tipi di Slow Food Editore, tra questi 18 Chiocciole (i locali particolarmente in sintonia con la filosofia Slow Food), 12 Formaggi, 18 Bottiglie e, novità di quest’anno, 7 esercizi segnalati per la particolare attenzione all’olio extravergine d’oliva, sia in cucina che in sala.

Tutte le Chiocciole della Sicilia
Terranova da Bernardo – Lampedusa Ag
Acquarius – Santo Stefano Quisquina Ag

Terracotta – Agrigento
Gente di Mare  -Aci Castello Ct
4 Archi  -Milo Ct
Da Luciana – San Piero Patti Me
Fratelli Borrello – Sinagra Me
Giardino di Venere – Castelbuono Pa
Nangalarruni – Castelbuono Pa
Ai Cascinari  -Palermo
La Rusticana – Modica Rg
U Locale – Buccheri Sr
Andrea – Palazzolo Acreide Sr
Trattoria del Gallo- Palazzolo Acreide Sr
U Sulicce’nti -Rosolini Sr
Al Ritrovo- San Vito Lo Capo Tp
Cantina Siciliana- Trapani
Caupona Taverna di Sicilia -Trapani

I Formaggi
La Madonnina -Campobello di Licata Ag
Acquarius- Santo Stefano Quisquina Ag
Terracotta- Agrigento
Fratelli Borrello -Sinagra Me
Nangalarruni -Castelbuono Pa
Andrea -Palazzolo Acreide Sr
Lo Scrigno dei Sapori -Palazzolo Acreide Sr
U Sulicce’nti -Rosolini Sr
Cucina e Vino- Ragusa
Taberna dei Cinque Sensi -Ragusa
Cantina Siciliana -Trapani
Vultaggio -Trapani

Le Bottiglie
Caico- Agrigento
Terracotta -Agrigento

Cave Ox -Castiglione di Sicilia Ct
4 Archi- Milo Ct
Bistrot Mé Cumpari Turiddu Catania
Il Gelso Nero- Barrafranca En
Le Macine -Isole Eolie Me
Nangalarruni -Castelbuono Pa
Arrhais -Pollina Pa
Ballarò -Palermo
Corona -Palermo

Majore -Chiaramonte Gulfi Rg
U Dammusu- Chiaramonte Gulfi Rg
Taberna dei Cinque Sensi- Ragusa
Andrea Palazzolo Acreide Sr
Lo Scrigno dei Sapori -Palazzolo Acreide Sr
Cantina Siciliana- Trapani
Vultaggio -Trapani

Le osterie attente all’olio extravergine d’oliva
Terracotta -Agrigento
4 Archi- Milo Ct
Il Gelso Nero- Barrafranca En
Majore – Chiaramonte Gulfi Rg
U Dammusu -Chiaramonte Gulfi Rg
Andrea -Palazzolo Acreide Sr
Cantina Siciliana -Trapani

Giunto alla 29esima edizione, il sussidiario del mangiarbere all’italiana è il solo a raccontare un lavoro troppo spesso sottovalutato, quello delle cuoche e degli osti italiani con la diversità, l’originalità e la capacità di interpretare la cucina secondo la loro personalità: «Le osterie italiane sono sempre di più sulla bocca di tutti, perché gli osti sono diventati nuovamente il fulcro del discorso gastronomico italiano degli ultimi tempi. E proprio per questo una definizione, per quanto dai confini morbidi, ci vuole. Per questo abbiamo pensato a un decalogo, dieci idee sulle quali ci confronteremo a partire da oggi per trovare parole comuni che ci permettano di sintetizzare le 1617 storie della guida e raccontare al meglio a chi la legge cos’è un’osteria secondo Slow Food» sottolineano i due curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni.

«Secondo noi l’osteria è accogliente e conviviale, ha un buon rapporto qualità/prezzo, conosce a fondo la materia prima che usa, lavora prodotti di prossimità, sa proporre il vino, anche se è solo quello della casa, non ha il menù degustazione, non scimmiotta il ristorante importante, è moderna ma non rinnega il passato, non insegue le mode, anzi spesso le anticipa e, last but not least, ha un bravo oste (o anche più di uno)» continuano i curatori.

Anche la Bottiglia è stata ripensata in questa edizione: «Questo simbolo è stato utilizzato per la prima volta negli anni ’90, quando il mondo del vino era diverso, adesso che è nata la guida Slow Wine ci siamo fatti aiutare dai curatori – Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni e tutta la redazione – per ridefinire le caratteristiche che deve avere il riconoscimento dato alla qualità della carta dei vini» sottolinea Signoroni.
Tra i principi che hanno guidato l’attribuzione l’abbinamento con i vini del proprio territorio; la personalizzazione della carta dei vini secondo il proprio gusto e un lavoro di ricerca personale; meglio poche referenze ben scelte piuttosto che centinaia poco curate e banali; il rapporto qualità prezzo che si deve ritrovare anche per le etichette e così come l’attenzione all’ambiente.

Tra i temi che emergono da una lettura trasversale della guida c’è il protagonismo della montagna, luogo più difficile e scomodo ma amato soprattutto dai giovani osti che qui possono trovare prodotti e artigiani veri, territori incontaminati da cui rifornire le proprie dispense o coltivare direttamente le proprie materie prime. Sono luoghi ricchissimi di storie, tradizioni, prodotti, erbe spesso poco note e che trovano nell’osteria, nella sua cucina e nel suo pubblico un naturale punto di approdo. E poi ci sono proprio loro, i giovani che si mettono alla guida dell’osteria di famiglia o che, magari senza avere alle spalle storie di ristorazione, ci mettono studio e passione. Spesso sono osterie che guardano alla tradizione e al proprio territorio con occhi nuovi, che riescono a usare un obiettivo inedito per fotografare il luogo in cui sono e rileggerlo attraverso piatti che saranno la tradizione tra 100 anni. Infine, sono sempre più numerosi i locali, al Sud come al Nord, che propongono i prodotti del mare, con l’accortezza di scegliere la piccola pesca tradizionale e le specie di pesce meno note.

1617 locali segnalati
133 nuove segnalazioni
279 chiocciole, locali che meglio incarnano il modello di osteria
213 osterie da visitare per la notevole selezione di formaggi
361 osterie consigliate per la in più
484 locali con un orto di proprietà
370 osterie che propongono un menù vegetariano carta dei vini attenta al territorio-

321 osterie con alloggio

 

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