Pubblicato il: venerdì 6 luglio, 2018
Una promessa della cucina:

STEFANO TOSCANO DAL MASTER DELLA CUCINA ITALIANA AL BISTELLATO LA MADIA CON LO CHEF PINO CUTTAIA

Prima frequenta la scuola di alta formazione e ora il tirocinio in uno dei più prestigiosi ristoranti italiani

Da Riposto, in provincia di Catania, ad uno dei più prestigiosi ristoranti italiani, vale a dire il bistellato “La Madia” di Licata (AG), con lo chef Pino Cuttaia.
E’ il balzo del giovane Stefano Toscano, 20 anni, che arriva dopo aver frequentato il Master della Cucina Italiana 2018, il corso di Alta Formazione per futuri cuochi che si tiene annualmente a Creazzo, in provincia di Vicenza, organizzato da Esac Spa (realtà che fa riferimento a Confcommercio Vicenza). Va detto, tra l’altro, che Stefano Toscano ha frequentato il Master grazie alla borsa di studio “Enrico Briguglio per una Sicilia Autentica”, istituita dall’associazione “Le Soste di Ulisse”, a ricordo del noto ristoratore di Taormina. Dopo 5 mesi di lezione che lo ha visto impegnato in una full immersion di cucina, pasticceria, management aziendale e materie enogastronomiche (oltre 50 i docenti, tra i quali 23 chef per un totale di 30 stelle Michelin), Stefano Toscano è stato ora selezionato per concludere la sua formazione in un tirocinio di 4 mesi nella brigata del prestigioso ristorante. Un’esperienza che gli potrà aprire le porte dell’alta ristorazione, come accaduto per la maggior parte degli allievi di questa prestigiosa scuola, che ogni anno “sforna” un massimo di 20 cuochi, formati da alcuni dei punti di riferimento della cucina e della pasticceria italiana. Tra i docenti dell’edizione 2018, che si è conclusa lo scorso 15 giugno con la lectio magistralis del cuoco Fulvio Pierangelini, gli chef Massimiliano Alajmo, Norbert Niederkofler, Mauro Uliassi, Pino Cuttaia e Ciccio Sultano; i pasticceri Gianluca Fusto, Corrado Assenza, Emmanuele Forcone, Loretta Fanella; il manager Raffaele Alajmo, il maître dell’enoteca Pinchiorri Alessandro Tomberli e molti altri ancora.

“L’esperienza acquisita al Master della Cucina Italiana, tra aule, cucina e laboratori, si può riassumere in un percorso fitto di stimoli e di informazioni, di base e innovative – afferma Sergio Rebecca, presidente di Esac Spa e del Comitato Scientifico del Master nel quale siedono anche Massimiliano Alajmo, Raffaele Alajmo e il medico nutrizionista Mauro Defendente Febbrari -. Qui i futuri cuochi possono sperimentare stili diversi di cucina e pasticceria; sono impegnati in una costante ricerca degli ingredienti, imparando anche da chi di mestiere riesce a creare emozioni con un profumo, un vino, la scrittura, la danza. E’ un percorso per “aprire il pensiero”, come recita il nostro slogan fin dalla prima edizione del 2013″.

E mentre gli allievi dell’edizione 2018 sono in procinto di iniziare i loro tirocini in alcuni dei più prestigiosi ristoranti italiani, il Master della Cucina Italiana ha già aperto le selezioni per il corso che inizierà il prossimo 14 gennaio: le candidature per far parte della nuova brigata di allievi, che verranno vagliate dal Comitato Scientifico, si possono fare on line sul sito www.mastercucinaitaliana.it.

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