Pubblicato il: lunedì 6 Novembre, 2017
Da Alcara Li Fusi ad Adrano attraversando i Nebrodi

Anche in Sicilia due percorsi nei Cammini d’Italia varato dal Mibct

Una serie di percorsi,eremi,santuari, luoghi da scoprire avvolti da storia,tradizioni,mistero.

Michele La Rosa – Di turismo religioso ormai se ne parla da tempo,anche nella nostra isola. Diverse le iniziative in corso per riscoprire luoghi di culto e sentieri di un tempo che riconducono a luoghi dove vissero diversi santi. Anche le Pro Loco attraverso l’Unpli ha varato una serie di iniziative ed un portale per scoprire questi sentieri. Adesso è nato il portale camminiditalia.it. Si tratta della prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità slow che al momento contiene oltre 40 cammini: ci sono quelli dedicati ai santi, come i cammini francescani, laureatani e benedettini, quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, il cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, il sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e ancora la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri. In Sicilia al momento sono due i cammini inseriti: quello di San Nicolò che partendo da Alcara Li Fusi nel messinesi raggiunge Adrano, nel catanese e passando da Maniace e Bronte; la Magna Via Francigena da Palermo e raggiunge Agrigento.

camminiditalia.it è uno strumento per viaggiatori e turisti, una infrastruttura intermodale di vie verdi in cui si potrà scegliere la possibilità di muoversi lungo l’Italia a piedi, in bicicletta, a cavallo o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, promuovendo una nuova dimensione turistica. L’idea di realizzare un portale unico dedicato ai cammini è nata durante l’anno Nazionale dei Cammini 2016 proclamato con una direttiva del Mibact e che ha visto insieme impegnati Stato, Regioni, Comuni, Enti locali, pubblico e privato per valorizzare 6600 chilometri di cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali che attraversano l’intero Paese, una fetta d’Italia poco conosciuta, ma fondamentale nell’offerta del turismo lento italiano.

Il Comitato, composto da ministero, regioni, province autonome ed Anci, ha elaborato i criteri per ammettere nel Portale dei Cammini i singoli itinerari proposti dalle Regioni stesse. Vengono, però, vagliate ulteriori, nuove proposte avanzate da regioni e province autonome.

Il portale fornisce, per la prima volta, una visione di insieme dei percorsi che attraversano il nostro Paese, e permette di conoscere le connessioni tra i vari itinerari con nuove modalità di percorribilità. L’implementazione e lo sviluppo di nuovi modelli di fruizione e gestione sostenibile garantiranno e favoriranno l’integrazione ambientale – paesaggistica, con attività agricole, artigianali e turistico-culturali del sistema Paese così come indicato nel Piano Strategico del Turismo 2017-2022.

“Sempre più persone partono in viaggio cercando qualcosa in più di una semplice vacanza. L’Atlante dei Cammini – ha dichiarato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – è pensato per quei viaggiatori che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia”.

“L’esperienza dei Cammini d’Italia ha avuto il merito di esaltare lo spirito collaborativo tra il ministero del Turismo e le Regioni italiane in un rinnovato clima di confronto e crescita comune. Partendo da questa importante esperienza – ha dichiarato il coordinatore commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Giovanni Lolli – le Regioni sono tornate a recitare un ruolo di primo piano nella gestione e organizzazione dell’offerta turistica de mercato italiano”.

“Il Comitato, di cui fanno parte il Mibact, le Regioni e l’Anci, ha identificato i Cammini d’Italia, al fine di realizzare l’Atlante Digitale, uno strumento dinamico e in costante aggiornamento. Tra gli undici requisiti necessari per rientrare nell’Atlante, – ha dichiarato il Direttore Generale del Turismo del Mibact Francesco Palumbo, – sono di particolare importanza la fruibilità dei percorsi, la segnaletica orizzontale e/o verticale, la descrizione online della tappa, i servizi di alloggio e ristorazione entro i 5 km dal Cammino, la manutenzione del percorso garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione ed un sito in cui sono raccolte le principali informazioni per i viaggiatori.

Ecco i due percorsi siciliani:

1)Dal Parco dell’Etna a quello dei Nebrodi sulle orme del Santo. Un trekking per pellegrini esperti di questo tipo di percorsi

Dal Parco dell’Etna al Parco dei Nebrodi questo il percorso proposto dal Trekking del Santo – Cammino di S. Nicolò Politi. Il tracciato ha aperto la via dei Cammini sacri in Sicilia ripercorrendo il viaggio di San Nicolò Politi eremita, dall’Etna ai Nebrodi.

Un trekking di quattro giorni passando per la lava dell’Etna, attraverso passaggi su torrenti, nei boschi e nelle radure lungo la Dorsale dei Nebrodi. Tra paesi, su strade sterrate e asfaltate, dormendo in sacco a pelo in sale, rifugi o Eremi.

2)Cammino che unisce Palermo e Agrigento, la Magna Via Francigena non si può definire come un’unica strada, ma un insieme di vie diverse e, a testimonianza che esistesse un collegamento tra le due città fin dall’epoca romana, il rinvenimento di un’antica pietra miliare a Corleone con le indicazioni delle distanze tra i punti di sosta. Documenti e diplomi risalenti al periodo normanno – svevo definiscono invece il nome. Magna, probabilmente, per indicare grandi dimensioni e percorribilità, mentre il termine Francigena sembra provenire dal passaggio, durante il Medioevo, di cavalieri provenienti dalla Francia.

Un Cammino attraverso storia, cultura, paesaggi e spiritualità. Partendo dalla Cattedrale di Palermo si incontrano infatti la Cattedrale di Monreale e la Piana degli Albanesi. Attraversando le distese di grano verso Corleone, si arriva presso la Riserva Naturale di Monte Carcaci, fino a giungere a Castronovo di Sicilia centro geografico della Magna Via.
Le ultime tappe toccano il borgo minerario di Comitini e di Aragona e, superato l’ultimo tratto di campagna, raggiungono la rocca di Agrigento dove la Rupe Atenea si affaccia sul Mediterraneo e sulla Valle dei Templi.

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