Pubblicato il: venerdì 3 Novembre, 2017
Vernissage il 16 novembre a Milano

L’Etna vista dall’artista israeliano Yuval Avital. Un percorso di suoni e immagini per scoprire il vulcano e le sue genti

Anche installazioni icono-sonore con oltre 70 scene che coinvolgono circa 350 persone

Cusumano Masterpieces presenta “Variazioni sul Tremore Armonico”, la nuova mostra di Yuval Avital, curata da FARE che si terrà dal 17 novembre al 10 dicembre 2017 al Museo. La collaborazione tra Yuval Avital e Cusumano ha avuto inizio due anni fa, quando Diego Cusumano ha deciso di sostenere il progetto “Alma mater”, l’opera monumentale dell’artista israeliano che, presso la Fabbrica del Vapore di Milano, ha creato una cattedrale di 140 altoparlanti in pietra e terracotta da cui si diffondevano voci di nonne di tutto il mondo intrecciate a suoni della natura. “Variazioni sul Tremore Armonico” raccoglie l’eredità di “Alma Mater” e sviluppa ulteriormente il rapporto con la natura e le origini. La mostra nasce da un viaggio sull’Etna, che Yuval ha compiuto su invito di Diego Cusumano: la visita, nata come un sopralluogo, si è tradotta in centinaia di fotografie e contenuti video. Il tremore armonico non è altro che l’onda sensoriale, la musica inaudibile che il vulcano attivo produce. Le variazioni sul tremore armonico consistono quindi negli impatti emotivi, fortissimi e contraddittori, che esso genera: la terra e l’essere umano sono i due protagonisti dell’opera. 

La mostra si sviluppa in tre diverse aree seguendo un percorso di suoni e immagini che guidano il visitatore alla scoperta del territorio dell’Etna.
La prima sezione è dedicata alla fotografia: partendo da migliaia di scatti, Yuval Avital ha selezionato centinaia di foto che raccontano non solo il paesaggio lunare e mitico, ma anche la gente dell’Etna e di episodi di vita comune.

Nella seconda area, una scultura sonora a metà tra un totem rituale e uno strumento scientifico, riproduce il suono del cuore del vulcano, registrato con il contributo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella sua sede di Catania.

La terza e ultima sezione, attraverso installazioni icono-sonore, riproduce oltre 70 scene che coinvolgono circa 350 persone, dettagli della terra, fiumi di lava, voci, gesti, immagini, suoni che insieme creano un racconto multisensoriale del tremore.

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