Pubblicato il: lunedì 19 giugno, 2017
Itinerari culturali nelle terre del vino

RANDAZZO – Teatro in cantina.Il vino Al-Cantàra ambasciatore di arte e cultura nel mondo

"(S)legati" ispirato all’incredibile storia degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates

Michele La Rosa – Arte e cultura nelle cantine etnee. Non solo vini. Un modo diverso di scoprire il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche. Adesso pure il teatro. Fortunato esperimento presso le cantine Al-Cantàra dove domenica sera si è svolto lo spettacolo teatrale “(S)legati” di Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi. Lo spettacolo narra una delle più famose e incredibili vicende di montagna, l’avventura di Simon Yates e Joe Simpson sulle Ande Peruviane nel 1985. Da quella vicenda nacquerò un famoso best seller, scritto da uno dei due protagonisti (la morte sospesa) e l’omonimo film documentario e di recente questa rappresentazione teatrale rivista dai due interpreti. Nell’occasione Egle Doria ha presentato pure alcuni degli appuntamenti teatrali per Palco Off a Catania . Dietro tutto questo c’è Pucci Giufrida  e la sua filosofia che gira intorno al concetto che un buon vino è “poesia” e per farlo ci vuole “arte”, così nasce l’azienda Al-Cantàra che di recente ha visto tre etichette  premiate nel corso dell’ultima edizione del Vinitaly di Verona – sono due rossi Etna doc, “Lu veru piaciri” (2014) e “O ’scuru o’scuru” (2014), e il bianco Etna doc “Luci Luci” (2014). Ogni bottiglia, ogni etichetta, ogni iniziativa aziendale ha un filo diretto con la cultura e le sue varie espressioni artistiche:disegno, fotografia, poesia, letteratura, cinema, scultura, ecc. A parte la rappresentazione teatrale l’iniziativa ha permesso di scoprire uno degli angoli più suggestivi dei questo territorio ai piedi dell’Etna ed in prossimità del fiume Alcantara. L’azienda, estesa complessivamente circa 30 ettari, di cui 20 vitati, è ubicata in contrada Feudo Sant’Anastasia, lungo il rettilineo della Sp 89 Randazzo Mojo. A fare da “cicerone” lo stesso Pucci Giuffrida che ha portato a visitare le   cosidette” piramidi” o torrette in pietra lavica, costruzioni che secondo alcuni si riconducono ad antiche e preistoriche credenze religiose, per altri invece trattasi di accumuli di pietrame  accatastato in modo più o meno regolare per sistemare un tempo le vigne. Tra filari di vigneto ed uliveto poi si è arrivati al Piccolo Museo, un luogo dove ogni oggetto conservato ed esposto esprime arte: tappi, etichette, bottiglie, vecchi utensili, ecc. Poesia e pittura, fotografia e scultura, hanno reso questo luogo magico, interessante, dove i visitatori sono rimasti entusiasti e sorpresi di scoprire tra le vigne un luogo dove l’arte di raccontare il vino, la sua produzione, rappresenta una sceneggiatura costante. Anche nei locali della cantina vera e propria si respira arte, la voglia di raccontare il territorio. Tra botti e vigne qui esiste un luogo che innalza la cultura dell’arte. Una giornata ricca ed interessante che ha poi visto il suo momento clou con la degustazione dei vini prodotti dall’azienda, raccontati e presentati dallo stesso Pucci Giuffrida il quale ha evidenziato che a questa prima rappresentazione teatrale ne seguiranno altre già in programmazione.

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