Pubblicato il: mercoledì 7 Settembre, 2016
Settore commercio in crisi

GIARRE – Negozi chiusi e abbandonati, corso Italia: il commercio in crisi

Quali prospettive per la città ionico-etnea?

giarreC’era una volta il Corso Italia, con i suoi tanti negozi …..le insegne luminose…..proposte commerciali e tanta gente a passeggio o a fare shopping. C’è ancora il corso Italia, ma con tanti negozi chiusi, poca gente, poco movimento. cronaca di un pomeriggio qualunque a spasso per la città, sopratutto tra corso Italia e via Gallipoli, cuore commerciale di una città che si rivolta per la soppressione dell’ospedale ma che forse ha bisogno anche di altre attenzioni, altri provvedimenti. Tra  l’incrocio di piazza Duomo e piazza Carmine, nel corso Italia registriamo oltre 30 ex negozi: cartelli con scritto affittasi o vendesi, insegne sbiadite e impolverate, segno che laddove c’era un’attività commerciale oggi c’è un immobile vuoto, un negozio che ha chiuso battenti nei mesi scorsi. Eppure  sono almeno un paio di anni che si registra questo andamento. Già il grido d’allarme era stato lanciato dalle associazioni di categoria. Giarre non è più la città commerciale di un tempo, laddove arrivavano numerosi clienti dai vicini comuni pedemontani etnei per fare acquisti. Catania ha ” rubato” la clientela con i suoi centri commerciali? E’ mancata una adeguata politica per il centro storico e commerciale giarrese? Chissà, forse entrambi i motivi, forse anche altre motivazioni. Certo è scoraggiante vedere quel corso Italia con tante vetrine chiuse, invecchiate da polvere e ruggine, trasformate in bacheche per manifesti selvaggi. C’è un senso di abbandono, di rinuncia, di scoraggiamento. Resistono le storiche famiglie di commercianti, ma per il resto decine e decine di nuovi negozi, giovani imprenditori e non solo, che avevano provato a scommettersi sul territorio , hanno chiuso battenti. E non è solo il corso Italia a registrare tanti negozi chiusi, ma anche tante altre vie, ma qui l’indicatore è più evidente di questo stato di cose. E domani che sarà? Giarre sarà in grado di trasformare la sua vocazione commerciale in altro? Turismo, agricoltura, servizi o cosa?Chissà. Intanto il tempo passa, le amministrazioni si alternano, le soluzioni tardano ad arrivare. La fine dell’ospedale, malgrado i tanti manifesti di adesso che gridano ” rivogliamo” l’ospedale, è forse una testimonianza di come il destino di Giarre andava ridisegnato e discusso molto prima.

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