Pubblicato il: martedì 17 Novembre, 2015
Molte le zone ancora a rischio

Acireale chiede lo stato di calamità

Oggi il sopralluogo per la verifica dei punti critici

frana acirealeIl Comune di Acireale ha presentato alla Regione Siciliana, la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità per gli “Eventi meteorologici avversi del 21,30,31 ottobre 2015- 01,02, novembre 2015”. Nella richiesta si legge: “le forti precipitazioni ed il conseguente aumento del livello delle acque, hanno comportato fenomeni di esondazione dei Torrenti Lavinaio -Platani e Peschiera, determinando danni alle abitazioni private ed alle infrastrutture viarie. Pertanto si richiede l’attivazione delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità e/o dello stato di emergenza, il tutto finalizzato alla emanazione di Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri d’intesa con il Presidente della Regione, con cui siano individuati gli interventi urgenti, i fondi necessari, i relativi soggetti attuatori e le eventuali deroghe legislative necessarie per un rapido rientro nelle condizioni di ordinarietà”.

Nessuna notizia incoraggiante è invece arrivata dai tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione Civile sullo riconoscimento dello stato di emergenza per la tromba d’aria del 5 novembre. “Ci hanno fatto capire – ha detto il sindaco Roberto Barbagallo – che ritengono sia ormai un capitolo chiuso, dalla loro relazione non emergerebbero criticità tanto importanti da ottenere il riconoscimento e la legge nazionale non garantisce i privati. Continuo a credere che la politica non abbia fatto la propria parte come avrebbe dovuto».

L’amministrazione comunale ha anche incontrato i tecnici del Dipartimento nazionale e regionale di Protezione Civile, per valutare le maggiori criticità, dopo gli ultimi eventi calamitosi che hanno colpito la zona ionica della Sicilia ed effettuare un sopralluogo nel territorio, utile a verificare lo stato dei luoghi. Da valutare innanzitutto le condizioni dei torrenti Lavinaio- Platani e Peschiera, la zona della Timpa in cui si è verificata la frana, all’altezza di Santa Tecla, la parte bassa di Capo Mulini, nella speranza che possano essere stanziate le risorse indispensabili per eliminare le criticità evidenti nel nostro territorio e in tutta l’area del catanese.

 

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