Pubblicato il: venerdì 13 Novembre, 2015
agricoltori Valle Alcantana contestano ruoli esattoriali del Consorzio di Bonifica

VALLE ALCANTARA : agricoltori e piccole aziende agricole contestano aumento canoni acqua uso irriguo

urge un intervento dell'Ars

aerea_chiesaMOJO ALCANTARA –  Per gli agricoltori e le piccole aziende agricole i canoni del Consorzio Bonifica Messina 11 sono un grande problema. I produttori agricoli chiedono da tempo aiuto alle istituzioni. Se si vuole veramente far ritornare ai prodotti della terra, quelli del contadino chiamati a chilometro 0 occorre che qualcuno aiuti i piccoli produttori.  E nella Piana di Mojo, quel territorio conosciuto in tutta la Sicilia per le vellutate e gustose pesche, ma non solo, è di nuovo aria di protesta. Il problema è di nuovo attuale.  Se ne ritorna a parlare. Quasi ciclicamente, subito dopo arrivate le cartelle esattoriali e gli avvisi di pagamento l’argomento ritorna di attualità. Problema vecchio mai risolto però. Il problema è stato affrontato in consiglio comunale martedì sera approvando all’unanimità una mozione e dando mandato al sindaco Angelo Piazza di chiedere un incontro con i vertici dell’ente consortile e capire alcuni aspetti della situazione, anche perché il costo del canone è alquanto aumentato lamentano i proprietari dei fondi agricoli, ci dice Gaetano Laviano, presidente del civico consesso. La stessa problematica riguarda centinaia di cittadini di Malvagna che detengono fondi agricoli nella piana di Mojo. Su questo problema già in passato si era cercato di risolvere il problema, rivendicando addirittura l’esenzione totale da questo canone e rivendicando dei privilegi a quanto pare concessi a parole ma mai formalizzati, allorquando si costruì l’acquedotto dell’Alcantara con i fondi della ex Cassa per il Mezzogiorno e completato nel 1965 per convogliare l’acqua di alcune sorgenti verso Messina e i comuni ionici: quelli furono anni di dure proteste, a Mojo e Malvagna non tutti volevano essere “espropriati” di quell’acqua, si aveva paura di restare privi di quel bene che invece rappresentava la ricchezza dell’agricoltura locale. Battaglie e giorni di cronache caratterizzarono quel periodo, che alla fine come contro partita pare che qualcuno promise che i contadini non avrebbero dovuto pagare l’acqua per irrigare. Ma alle parole non fa riscontro alcun documento, non si trova traccia di questa concessione e da diversi anni puntualmente il Consorzio invia i bollettini di pagamento per il canone dell’acqua per uso irriguo, ma invia i bollettini per canoni dovuti anche ai proprietari di terreni non ancora forniti di rete irrigua ma ricadenti nel bacino soggetto a lavori di bonifica, come in zona torrente Fortino. In molti si chiedono che tipo di lavori il consorzio ha eseguito e programmato in tal senso, che progetti ci sono per estendere la rete irrigua e migliorare la viabilità rurale dove non si eseguono lavori da tempo. Alcuni cittadini fanno notare che per protesta non hanno mai pagato quel canone, ma c’è la paura che i ruoli poi emessi dalla esattoria creino ulteriori problemi. Un problema serio che probabilmente va affrontato anche in sede di assemblea Regionale Siciliana per rivendicare esenzioni e canoni più adeguati per gli agricoltori.Probabilmente il problema non riguarda solo i produttori agricoli della Valle Alcantara, ma  di tutta la Sicilia, dove la maggior parte sono micro aziende agricole .

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