Pubblicato il: martedì 21 Luglio, 2015

Il treno del Vino dell’Etna…..in partenza

circumetnea.jpg.600Anche il Parco Fluviale dell’Alcantara ha aderito al “Treno del Vino dell’Etna”, iniziativa che vede la partnership del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara, la Ferrovia Circumetnea, la Strada del Vino dell’Etna, il comitato Co.Mo.Do. Confederazione Mobilità Dolce che si occupa del recupero e valorizzazione di tratte ferroviarie abbandonate e dismesse. L’Ente parco ha già dato incarico ad una tipografia di preparare il materiale pubblicitario. L’obiettivo è creare degli itinerari lungo dei vecchi percorsi ferroviari tra l’Alcantara e l’Etna, zona ad alta vocazione vitivinicola, e che soprattutto nel catanese, vede la presenza di una importante realtà vitivinicola che esporta in tutto il mondo. Al centro dell’iniziativa ancora l’ipotesi di poter usare il vecchio tracciato ferroviario della tratta Alcantara – Randazzo, che fa da cerniera alle due province di Messina e Catania. Progetto ambizioso che punta a recuperare pure l’ingente patrimonio immobiliare che sorge lungo diverse tratte ferroviarie in questa area, e che vede come partner pure la Fce, la Ferrovia Circumetnea di Catania, che fin dagli anni ‘80 sembra intenzionata a assorbire la ex Fs Alcantara –Randazzo e riattivare il servizio creando un unico anello ferroviario intorno al vulcano. Ma questa è tutta un’altra storia, alla fine solo convegni, proclami, interrogazioni consiliari, e basta. Tuttavia gli itinerari prevedono dei servizi con i trenini della FCE e gli autobus di Around Etna del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara . Stranamente in questo progetto non è stata ancora interpellata l’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale con sede a Castiglione di Sicilia, istituita con legge regionale e che rappresenta probabilmente l’unico ente formalmente preposto a sviluppare tale tipo di progetto o a essere partner di iniziative simili che riguardano il mondo del vino nella Sicilia Orientale. A questo punto si tratta di capirne la fattibilità e i tempi, affinché il progetto diventi ulteriore strumento di sviluppo di quell’enoturismo tanto decantato da più parti, mentre qualcuno ci si interroga che fine abbia fatto il Distretto Turistico Etna – Taormina che doveva essere la grande cabina di regia in questo settore. Insomma prima che il Treno del Vino dell’Etna “parta” forse ne passerà del tempo, forse quei percorsi tra vigneti e palmenti ancora resteranno appannaggio di pochi, di pochi solitari amanti di mountain bike o trekking che autonomamente percorreranno quelle vecchie tratte ferroviarie, scoprendo vecchi palmenti alternati a modernissime cantine che esportano in tutto il mondo, ma dove manca un coordinamento unico che diriga questi flussi enoturistici e crei i servizi a loro necessari.

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