Pubblicato il: martedì 19 Maggio, 2015

Per la Sicilia stato d’emergenza dal sapore amaro

E’ stato finalmente dichiarato lo stato di emergenza per la Sicilia da parte del Consiglio dei Ministri ed è stata viadottoimera (1)approvata la delibera per lo stanziamento delle risorse: più di 57 milioni di euro, di cui 30 nei bandi per la costruzione della bretella del bypass, la demolizione del viadotto Imera e la sua successiva ricostruzione. I restanti 27 milioni dovrebbero invece coprire le spese per la ricostruzione delle strade provinciali, tutte in pessime condizioni, dei territori delle Madonie e del Corleonese.

Tempi faraonici, per arrivare a questo piccolo, burocratico traguardo, a quasi 40 giorni dal crollo del viadotto. L’iter prevedeva infatti la necessaria relazione della Protezione Civile, nonostante da diverse parti politiche ci si affrettasse ad annunciarlo come imminente.

375 milioni erano stati chiesti dalla Regione per fronteggiare il dissesto idrogeologico e l’emergenza viabilità in gran parte dell’isola. Un conto salato che assommava anche quanto necessario per la sistemazione di reti viarie importanti gestite dall’Anas e dal Cas, e soprattutto l’ammontare dei danni chiesti dalle amministrazioni comunali del territorio, isolate e gravemente penalizzate, attraverso l’Anci Sicilia. Vorrebbero che lo stato di emergenza venisse allargato a tutta la Regione, i siciliani. Vorrebbero strade degne di essere chiamate con questo nome, che non azzoppassero ancora di più un tessuto economico già fragile.

La battaglia dei siciliani ancora non si ferma, e non si fermerà fino a quando la bretella non sarà costruita e fino a quando la viabilità non sarà ripristinata, fino a quando non dovranno percorrere a loro rischio e pericolo statali dichiarate inagibili, fino a quando non dovranno più aprirsi strade con le loro stesse mani.

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